Ansia o paura? Istruzioni per l’uso con i Fiori di Bach

Ansia e paura. Termini spesso utilizzati come sinonimi, ma che hanno accezioni ben differenti: imparare a distinguerli è il primo passo verso il benessere interiore.

Che ansia per questo esame… tremo dalla paura!”, “Al solo pensiero mi sale l’ansia, ho sempre avuto paura di volare”. Ansia o paura? Oppure entrambe? Dimentica queste due parole anzi, meglio, impara ad utilizzarle nel modo corretto: questo è il primo passo per liberartene definitivamente, suggeriscono gli esperti. Eppure, la maggior parte delle persone, tende troppo spesso a confondere l’ansia con la paura o viceversa, a dimostrazione che non tutti sono a conoscenza delle sottili ma notevoli differenze che vi sono fra i due termini, seppur essi siano dei veri e propri “parenti stretti”. Se impari a distinguerle, a parlare della tua “ansia” o della tua “paura” al tuo Io e agli esperti, sei già a metà strada verso la vittoria!

L’ansia è uno stato in cui la persona prova un senso di inquietudine o di apprensione in risposta a stimoli interni o esterni che possono essere comportamentali, emozionali, cognitivi o fisici. La differenza fra l’ansia e la paura, semplicemente, si basa sull’identificazione o meno di una minaccia. Se l’identificazione è possibile, si parla di “paura”, altrimenti di “ansia”. La paura, invece, è correlata al senso di preoccupazione associata a un pericolo specifico, ad esempio gli insetti, il trovarsi a grandi altezze e via dicendo.1 È una reazione emotiva conseguente ad un pericolo reale, mentre l’ansia ad un pericolo percepito (ovvero non così ovvio agli occhi degli altri).

Dunque, in una situazione di stress, può essere o solo ansia o solo paura?

Assolutamente no. Entrambi gli stati d’animo possono coesistere nella stessa persona in risposta a una determinata situazione ed è il caso, ad esempio, di chi deve sottoporsi ad un esame medico invasivo e può dunque provare paura per l’eventuale dolore che avvertirà e nello stesso tempo provare ansia al solo pensiero di una possibile diagnosi infausta.1 Secondo Yokom (1984), “La paura può essere alleviata con l’allontanamento dalla situazione, con la rimozione dell’oggetto che suscita timore o con la rassicurazione, mentre l’ansia viene ridotta ammettendone la presenza e convincendosi che i valori che si possono conseguire affrontandola sono maggiori di quelli che si raggiungerebbero con la fuga”.

Ora che ho compreso la differenza fra i due, come me ne libero?

La domanda più difficile a cui dare risposta è proprio questa. L’ansia e la paura sono due stati d’animo molto frequenti nella popolazione generale: chi non le ha mai sperimentate, sta mentendo. Oltre a questo vi è da considerare che entrambe sono, a livelli normali, fisiologiche ed importanti per noi stessi, così come lo sono state per l’evoluzione della specie. Per capire ciò è sufficiente approfondire il “che cosa accade nel nostro organismo quando proviamo ansia o paura”. In un’occasione da noi percepita come un pericolo, il nostro corpo reagisce attivando quel che viene definito come “reazione di attacco o fuga”. Le conseguenze sono un immediato aumento dell’attività di certi organi implicati nell’azione: il cuore comincia a battere più veloce e a pompare maggior sangue verso gli organi che devono “tenersi pronti” per attaccare o fuggire e il sistema nervoso simpatico rilascia sostanze di vario tipo, fra cui l’adrenalina, che contribuiscono a renderci reattivi e a mantenerci sull’attenti. Di fonte a questo le situazioni possono essere due: o decidiamo di proseguire nella lotta ed affrontare il nostro “nemico” oppure facciamo due passi indietro e ce ne andiamo a gambe levate, senza affrontarlo. E cosa accade quando lo stimolo stressogeno perdura più del dovuto, ovvero quando rimandiamo all’infinito il voler affrontare le nostre ansie e le nostre paure? Nella maggior parte dei casi, le conseguenze del continuare a rimandare questo “faccia a faccia”, possono condurci all’interno di un circolo vizioso di non semplice gestione. In questi casi, le sostanze prodotte dal nostro organismo allo scopo di compiere una rapida azione di fuga non vengono del tutto scaricate nell’azione e la persona rimane letteralmente “bloccata” nella reazione di attacco o fuga. Questo accade perché Madre Natura ha previsto per noi, ma anche per tutti gli altri animali, reazioni che implicano azioni fisiche, di lotta o fuga, mentre lo stress degli esseri umani nella società moderna è legato più a questioni materiali o sociali che non ad azioni concrete di fuga o di lotta.

Viste le precedenti considerazioni risulta chiaro che dobbiamo imparare a gestire lo stress. Sia che si tratti di ansia che di paura, gli esperti suggeriscono di affrontare questi due stati d’animo senza “se” e senza “ma”, nel modo più appropriato. Se non si riesce da soli, meglio chiedere consulto ad un esperto. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio: da un lato evitare di crearci situazioni di stress del tutto inutili, oppure rispondendo con una reazione emotiva esagerata o del tutto sproporzionata all’evento scatenante, dall’altro imparare a gestire ed affrontare in modo sano ed equilibrato le normali situazioni di stress quotidiano, utilizzando la naturale reazione allo stress come potenziamento all’azione che stiamo compiendo ed imparando a controllare l’intensità della risposta emotiva disattivando in questo modo il circolo vizioso venutosi a creare. Tutto questo non è impossibile!

Fra i tanti e preziosi rimedi che la natura ci ha messo a disposizione per contrastare lo stress, i Fiori di Bach rappresentano un valido sostegno, una vera e propria arma contro ansia e paura! Ad una condizione: è indispensabile saper riconoscere lo stato d’animo che ci affligge e per fare questo, basta un poco di allenamento quotidiano nel “parlare con se stessi”. I Rimedi floreali non mirano a curare i sintomi fisici, ma il loro obiettivo è quello di ri-armonizzare le emozioni. Risulta chiaro, dunque, che per ottenere dei concreti benefici è indispensabile individuare in maniera precisa lo stato d’animo che stiamo provando: è ansia, paura o cosa? Il Dr. Edward Bach ci ha messo a disposizione un Metodo di cura dolce e semplice in modo tale che tutti potessero imparare ad utilizzarlo da sè. Il suo principale intento era quello di fare in modo che ognuno di noi potesse essere in grado di curare se stesso. Ciononostante, alcune persone sono molto brave a riconoscere gli stati d’animo negativi degli altri e a scegliere per loro i giusti Rimedi, ma si sentono terribilmente confuse quando devono sceglierli per se stessi. In quest’ultimo caso può risultare utile chiedere il parere di un consulente certificato o di un esperto.

Ma perché risulta così importante “dare un nome” al nostro stato d’animo per scegliere il giusto Rimedio? Sappiamo bene che ciascuno di noi può utilizzare parole differenti per descrivere una stessa cosa: la stessa sensazione di ansia può essere definita “confusione” da una persona, “insicurezza” da un’altra e “paura” da una terza. Supponiamo di sentirci in ansia ogni volta che incontriamo il nostro capo. Che cosa intendiamo, con precisione? Che abbiamo paura di lui (il Fiore indicato sarebbe Mimulus), che non tolleriamo la maniera in cui si comporta con noi (Beech), che non comprendiamo la sua lentezza (Impatiens) oppure ne siamo “semplicemente” un po’ gelosi (Holly)?2

Non esiste un Rimedio unico per l’ansia, in quanto “ansia” può dire tutto e niente. Quel che devi chiederti per individuare il giusto Rimedio di Bach è: “come mi fa sentire quest’ansia? Come reagisco a questa situazione?”. Stesso discorso vale per la paura, tenendo conto che il Dr. Bach ha ben pensato di raggruppare in una categoria a parte cinque Rimedi utili per questo stato d’animo: Cherry Plum (per la paura di perdere il controllo), Mimulus (per le paure a cui siamo in grado di dare un nome), Aspen (per le paure vaghe, senza causa apparente), Red Chestnut (per la paura che accada qualcosa di brutto ai nostri cari) e Rock Rose (per il vero e proprio terrore). Il gioco, in fondo, è molto semplice: per individuare il giusto Rimedio non devi chiederti come ti senti fisicamente, ma quali emozioni stai provando! Ed ora che hai compreso le sottili differenze fra l’ansia e la paura e l’importanza di dare il “giusto nome” alla “giusta emozione”, puoi considerarti pronto per partire per il lungo e affascinante viaggio verso la scoperta di te stesso! Buon cammino…

Le informazioni contenute in questo articolo non intendono sostituirsi al parere professionale del vostro medico curante. L’utilizzo di qualsiasi consiglio qui riportato è a discrezione del lettore. L’autore si sottrae a qualsiasi responsabilità diretta o indiretta derivante dall’uso o dall’applicazione di qualsivoglia indicazione riportata.

© Copyright – è vietata la riproduzione dei contenuti, anche parziale, senza autorizzazione da parte dell’autore.

Bibliografia di riferimento:

  • Carpenito J. L., Diagnosi infermieristiche – applicazione alla pratica clinica (VI edizione). Roma: Casa Editrice Ambrosiana; 2015
  • Ball S., The Bach Remedies Workbook; United Kingdom: The C.W. Daniel Company Limited, Essex; 1998 (edizione italiana: Ball S., I fiori di Bach – corso pratico in sette giorni; Milano: Tecniche Nuove; 2012

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