Latte d’oro: l’antica ricetta originale ayurvedica

Molti lo conoscono con il nome di “golden milk” che, tradotto in italiano, significa semplicemente “latte dorato”. Si tratta di una bevanda conosciuta sin dai tempi dell’antichità. Fu il Maestro yoga Kundalini Yogi Bajhan ad inventarlo e a sperimentarne per primo i benefici. Si racconta che era solito consigliarlo ai propri allievi per aumentare l’elasticità delle loro articolazioni al fine di resistere senza troppi sforzi alle faticose posizioni proposte dallo yoga e dalla meditazione.

Già ai tempi del Maestro la curcuma, ingrediente principe del latte d’oro, era studiata e sfruttata per le sue importanti potenzialità terapeutiche. Ad oggi, gli studi scientifici, confermano l’efficacia della bevanda da lui inventata, apparentemente semplice ma per nulla banale. Il suo segreto? Unire gli elementi indispensabili per rendere la curcuma facilmente assimilabile dal corpo umano. La curcumina presente nella polvere che tutti conosciamo, principio attivo contenuto al suo interno, non è granché biodisponibile per il nostro organismo; ciò significa che solo una minima quantità di sostanze benefiche sono in grado di svolgere la loro azione terapeutica, quantità non di certo sufficienti per concretizzare il beneficio in termini di miglioramento della salute. Nonostante ciò vi sono semplici ma importanti accorgimenti, contenuti proprio nella ricetta originale del latte dorato, in grado di aumentarne la biodisponibilità:

  • il calore: il golden milk, per essere assimilato correttamente, va gustato caldo; Il calore è in grado di potenziare la biodisponibilità della curcumina;
  • il grasso: nella ricetta originale vi è un’indicazione ben precisa, quella di aggiungere un cucchiaino di olio vegetale; è dimostrato che le sostanze grasse, legandosi alla curcumina, ne aumentano l’assimilazione;
  • il pepe nero: l’aggiunta di pepe nero fresco macinato, aumenta la biodisponibilità della curcumina per l’organismo umano.

Quali sono i benefici del latte d’oro?

  • cura il mal di schiena, lubrificando la colonna vertebrale e riducendo le infiammazioni;
  • allevia i dolori muscolari e articolari in genere, quindi risulta molto indicato per tutti gli sportivi, di tutte le età;
  • riduce l’infiammazione sistemica nell’organismo;
  • contrasta l’artrite e l’ulcera gastrica;
  • depura il fegato e disintossica l’organismo;
  • stimola la digestione intestinale ed in particolare, per la sua azione sul processo biliare, attiva la digestione dei grassi;
  • allevia i problemi respiratori dovuti alle infezioni batteriche e virali, è un toccasana per chi soffre di sinusite ed è perfetto in caso di tosse e raffreddore;
  • dona sollievo alle donne che soffrono di dolori mestruali perchè agisce come antispasmodico naturale;
  • aumenta le difese immunitarie e possiede proprietà antibatteriche, antivirali e antifungine (la sua assunzione è particolarmente indicata nei cambi di stagione);
  • mantiene attivo il metabolismo, quindi favorisce il mantenimento del giusto peso corporeo;
  • riduce i livelli do colesterolo “cattivo” (LDL) e, di contro, aumenta quello “buono” (HDL);

Quando assumerlo?

Si consiglia una tazza al giorno, ben calda, quindici minuti prima di colazione o due ore dopo cena. La durata del trattamento va da un minimo di quindici giorni a un massimo di quaranta, da ripetere semestralmente come preventivo/depurativo o nei cambi stagionali.

Controindicazioni?

Certamente sì. Sebbene non siano mai stati segnalati effetti collaterali o interazioni con farmaci, avendo i curcuminoidi un certo effetto antiaggregante, è sconsigliabile l’assunzione della curcuma in concomitanza con l’assunzione di farmaci antiaggreganti. Norme di prudenza sconsigliano l’assunzione anche durante la gravidanza, l’allattamento e in pazienti con occlusione delle vie biliari, presenza di calcoli o problemi a carico della cistifellea.

Come si prepara?

La ricetta originale del maestro Kundalini Yogi Bajhan prevede, prima di tutto, la preparazione della pasta di curcuma che servirà come base per l’intero periodo di trattamento. Gli ingredienti sono:

  • 50 g di curcuma in polvere (meglio se biologica);
  • 120 ml di acqua minerale naturale;
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero macinato;
  • un cucchiaino di olio vegetale.

Bisogna portare a ebollizione l’acqua con all’interno la polvere di curcuma, il pepe nero e l’olio vegetale. Si mescola a fuoco lento sino a raggiungere una pastella sufficientemente morbida. A questo punto si lascia raffreddare il composto e lo si ripone in frigorifero in un barattolo di vetro con chiusura ermetica. Si conserverà per un massimo di quaranta giorni.

Ora si prepara la tazza quotidiana di latte dorato. Gli ingredienti sono:

  • un cucchiaino di pasta di curcuma;
  • una tazza colma di latte vaccino o vegetale;
  • un cucchiaino di miele o di sciroppo d’agave per dolcificare (facoltativo);
  • un pizzico di cannella per dare più sapore (facoltativo).

Il procedimento è semplice e banale: si scalda il latte, portandolo a ebollizione, e si aggiungono tutti gli ingredienti precedentemente illustrati.

Le informazioni contenute in questo articolo non intendono sostituirsi al parere professionale del vostro medico curante. L’utilizzo di qualsiasi consiglio qui riportato è a discrezione del lettore. L’autore si sottrae a qualsiasi responsabilità diretta o indiretta derivante dall’uso o dall’applicazione di qualsivoglia indicazione riportata.

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